Alla scoperta di Zanzibar – L’isola delle spezie

In questo articolo vogliamo portarvi alla scoperta di Zanzibar – l’isola delle spezie: in  uno dei paesi più belli del mondo. In uno di quei paesi che se vedi una volta di sicuro ci vorrai tornare.

Cominciamo col dire che stiamo parlando di un arcipelago, facente parte della Repubblica Unita della Tanzania, formato dall’isola principale che noi tutti chiamiamo Zanzibar, ma che in realtà si chiama Unguja e da altre isole tra cui la più grande è Pemba. Sull’isola principale si trova la Capitale “Zanzibar City”, chiamata anche Stone Town. Sull’isola si possono trovare le spezie più preziose al mondo: cannella, cardamomo, noce moscata, pepe, vaniglia, chiodi di garofano.

Alla scoperta di Zanzibar – l’isola delle Spezie

A bordo del pulmino che ci porta dall’aeroporto all’hotel, cominciamo a goderci Zanzibar e subito capiamo che sarà un viaggio indimenticabile. Il nostro accompagnatore ci da qualche notizia, ma i nostri occhi sono talmente rapiti da ciò che stanno vedendo fuori e dalla voglia di buttarsi a capo fitto in questa avventura che non gli diamo tanto ascolto.

Zanzibar per strada

Zanzibar vera

Quel piacevole caos

All’arrivo in hotel siamo subito coinvolti nel clima accogliente dell’isola con una canzoncina “Jambo Bwana” (ciao visitatore) e dalla frase Hakuna Matata (non c’e’ problema), che ci faranno compagnia durante il nostro piacevole soggiorno.

Per il nostro soggiorno abbiamo scelto  Palumbo Reef un albergo sulla bellissima spiaggia di Uroa sulla parte est dell’isola

ingresso Palumbo Reef

zona lettini

  • Il fenomeno della bassa e dell’alta marea

Abbiamo scelto questo lato dell’isola perché volevamo godere a pieno dell’affascinante fenomeno delle maree. Vorrei spiegare un po’ meglio di cosa si tratta. L’ isola è interessata dal fenomeno della bassa e dell’alta marea in maniera ciclica ogni 6 ore, grazie  all’influenza della luna. Quindi ogni sei ore l’acqua va via per poi tornare nelle  6 ore successive. Nella parte est questo fenomeno è molto accentuato per via dei fondali bassi, mentre al nord lo si avverte molto meno perché i fondali scendono da subito più in profondità.

Durante la bassa marea l’acqua  si ritira per diverse centinaia di metri, creando paesaggi unici.

Si può camminare a lungo verso il largo senza mai avere l’acqua più su delle caviglie e questo  permette di ammirare i fondali (coperti durante l’alta marea)di potersi crogiolare tra le lingue di sabbia che si creano con il ritiro dell’acqua e fare il bagno in piscine naturali stupende. 

Decine di stelle marine a pelo d’acqua colorano una sabbia bianchissima  e sono visibili le piantagioni di alghe che vengono coltivate in tutta la zona. E’ uno spettacolo magico e surreale, le donne accovacciate nell’acqua bassissima  nelle piantagioni, raccolgono le alghe, le mettono  in sacchi pesantissimi  e le fanno essiccare al sole per poi venderle principalmente nel mercato cinese.

Portano abiti colorati in tipico stile zanzibarino,  camminano fiere con i loro sacchi sulla testa e non sempre vogliono essere fotografate.

le donne intente nella raccolta delle alghe

..

le piantagioni di alghe

I colori dell’acqua variano dal bianco alle mille sfumature del celeste, è uno spettacolo che riempie gli occhi e il cuore.  Durante le passeggiate alla ricerca delle stelle marine, ti accompagnano i tanti Masai che vivono sull’isola.

Davanti agli alberghi non li fanno stare e cercano di allontanarli, sono gentili e vestono i loro abiti da guerrieri, ma sono molto insistenti nel volerti vendere i loro oggetti.

E poi ci sono i bambini vestiti in jeans e maglietta ti seguono e vogliono che gli regali qualche cosa; ti prendono le mani e passeggiano con te

lui in particolare non ci mollava 🙂  belli che sono 

si unisce al nostro giro anche il fratellino più piccolo 🙂

Quando l’acqua risale, lo fa con una forza pazzesca, la natura si mostra in tutta la sua forza, e l’acqua si infrange  fin sotto il muro che protegge il giardino tropicale dell’albergo. In quel momento non si può fare il bagno.

se ne può approfittare per starsene in completo relax nel giardino o a bordo piscina. Oppure si possono organizzare delle escursioni alla scoperta dell’Isola.  Se si sceglie questo hotel, ricordiamoci che la zona è molto influenzata dal fenomeno delle maree, la spiaggia è bella e il paesaggio surreale, soddisfa la sete di passeggiare nel nulla per centinaia di metri, ma quando l’acqua si ritira lascia molte alghe sulla riva, (dovute alla numerose coltivazioni) che vengono tolte solo davanti all’albergo, e quando sale la marea è impossibile fare il bagno.

vista dal Palumbo Reef.

Il Palumbo Reef offre diversi pacchetti di escursioni e da quanto abbiamo potuto sentire  anche ben organizzate.  

Una valida  alternativa per spendere un pochino meno, ma più che altro per tuffarsi di più nell’atmosfera zanzibarina è affidarsi ai  beach boys. I beach boys sono ragazzi del posto che si sono organizzati per conto loro al di fuori dei resort, e che offrono pacchetti escursione molto ben fatti.

Noi li abbiamo conosciuti  il primo giorno (non preoccupatevi di cercarli, saranno loro a trovare voi!), mentre eravamo a dare un’occhiata alla spiaggia durante la bassa marea.  Non possono stare davanti alla spiaggia dell’hotel (qualcuno dice ignorantemente che disturbano i turisti…) quindi ti chiamano e ti gesticolano affinché  vada tu da loro.

Hanno  nomi legati all’Italia, all’arte o ai giocatori di calcio, e ti vengono incontro con quei sorrisi così accoglienti, e con i loro racconti così affascinanti che non puoi fare a meno di fissarci subito delle escursioni.  I nostri beach boys oramai sono abbastanza consolidati e famosi nella zona, sono la Zanzibar Vera Escursioni e sono, Gilardino, Otello, Leonardo e Aladino. Ci hanno fatto passare dei giorni indimenticabili.

 

Qui di seguito alcune escursioni organizzate con i beach boys.

  • STONE TOWN E LE SPEZIE

L ‘escursione inizia con la visita ad una farm per un tour guidato tra i profumi e i colori di spezie famose in tutto il mondo.

Tutte spezie tra l’altro che usiamo in cucina ma spesso in polvere, quindi non sappiamo come sono in origine e non conosciamo  le piante che ospitano questi frutti così preziosi.  Durante il tour la guida mostra e spiega l’utilizzo delle spezie non solo in cucina ma anche in ambito medico, taglia i frutti e te li fa annusare e il profumo della noce moscata, del pepe , della cannella è inebriante; alla fine del tour dei simpatici Zanzibarini regalano dei buffi cappelli fatti con le foglie di palma intrecciate e fanno assaggiare un ottimo cocco.

C’e’ anche un negozietto dove comprare le spezie nelle bustine. Noi le abbiamo comprate al mercato di Stone Town, sono le stesse ma costano un pochino meno.

noce moscata – Alla scoperta di Zanzibar – l’isola delle spezie

ananas

pepe verde:alla scoperta di Zanzibar -l’isola delle spezie

albero del pepe: alla scoperta di Zanzibar- l’isola delle spezie

  • L’escursione prosegue poi  alla scoperta di Stone Town (città di pietra).

Appena scesi dal pulmino ci siamo subito accorti che la città è un pullulare di persone, vicoli e stradine strettissime che sfociano in piazzette dove decine di bancarelle offrono souvenir di ogni tipo. Il lungomare e i suoi giardini Forodhani,  offrono ombra durante il giorno, e al tramonto si animano di bancarelle dove puoi trovare un ottimo street food, spiedini, pollo fritto ed altre prelibatezze, il tutto accompagnato da  musica tipica e un tramonto mozzafiato.

Street food Stone Town ( la Dania va matta per gli arrosticini delle bancarelle in ogni parte del mondo)

ancora Street food a Stone Town

Facendo un giro nell’interno della città Gilardino ci spiega che l’architettura  è un mix di vari stili, arabi, indiani europei e africani, ci sono diversi monumenti come la Moschea di Malindi, il Palazzo del Sultano, quello delle Meraviglie e la cattedrale di San Giuseppe. Le case sono fatte in madrepora imbiancata  con meravigliosi portoni  in legno intagliato  a due ante. I portoni  si distinguono in portoni arabi e portoni indiani: i primi riportano scene tratte dal Corano mentre i secondi si distinguono per le borchie appuntite.

porta indiana

Ci soffermiamo alla casa di Freddie Mercury, si perché il  front man dei Queen è nato proprio a Zanzibar.

Purtroppo sull’isola il cantante non è  considerato un idolo, anzi  è proibito persino ricordarne l’anniversario della nascita o della morte. Sembra che  questa rinnegazione, nasca da due fattori assolutamente vergognosi per la religione islamica: è  considerato un’icona gay ed è morto  di AIDS. Non ci addentriamo nei dettagli, ci limitiamo a riportare ciò che ci è stato raccontato.

ingresso casa di Freddy Mercury

E’ poi la volta di un giro al mercato: tutte le persone, ti chiamano per offrirti i loro prodotti locali, frutta, verdure e spezie; la frutta e la verdura è esposta sui banchi in maniera ordinata in un mix di colori che sembrano dipinti.

banchi di verdura

Prima di tornare al pulmino passiamo al mercato del pesce. Devo dire pur essendo molto caratteristico è un’esperienza un po’ forte: all’interno ci sono dei banchini con tutto il pesce appoggiato sulle  pietre; i venditori lo puliscono li direttamente e lo espongono; l’odore è sinceramente nauseante. Uscendo da Stone Town, incontriamo i DALA DALA (o Dalla-Dalla), tipici camioncini che usano i locali, ma anche i turisti, per spostarsi da una parte all’altra della città. Sono molto caratteristici, sopra oltre le persone ci sono animali e bagagli di ogni tipo; partono solo se pieni quindi non sono adatti a spostamenti se si va di fretta. Gilardino ci racconta che si chiamano così perché un tempo il costo di una corsa era di un Dala (5 scellini) e siccome facevano andata e ritorno da qui… Dala-Dala…

 

 

Dala-Dala

 

  • TRAMONTO A MICHAMVI – PARADISE BEACH

 

 Siamo arrivati su questa splendida spiaggia nel tardo pomeriggio, perché di solito ci si va per godersi il tramonto.

Posizionata a Sud Est di Uroa, nella località Michamvi, è conosciuta anche come Paradise Beach, ed in effetti l’acqua limpidissima e la sabbia di borotalco, non si allontanano molto dall’idea che noi abbiamo del paradiso. L’atmosfera è un pò stravagante, il chioschino all’entrata della spiaggia richiama  note giamaicane e il relax è assicurato da altalene con grandi cuscini. Viene acceso il falò dove  gustosissimi spiedini cotti al Barbeque, non aspettano altro che essere assaggiati.  C’e’ chi ride, chi scatta foto , chi prende il sole e chi fa il bagno in attesa del tramonto. E’ una spiaggia molto frequentata, per molti è un appuntamento fisso ogni sera.

 

chioschino sulla spiaggia

Si possono fare lunghe passeggiate lungo mare ed ammirare la vegetazione…. Il sole nel frattempo se n’è andato… dobbiamo rientrare.

Dania & Lau al tramonto

falo’

  • KENDWA

E’ la spiaggia più ampia di tutta Zanzibar, si trova nella parte nord ovest dell’isola dove il fenomeno delle maree si sente molto meno. L’accesso alla spiaggia è attraverso un piccolo paesino, pieno di bambini che ti vengono incontro con i loro occhi neri pieni di amore. non abbiamo resistito… eccoli..

ti riempiono il cuore

La sabbia è bianchissima e il mare smeraldo. Anche qui si possono ammirare splendidi tramonti. Ci sono localini e uno stabilimento attrezzato con ombrelloni e lettini. Appena il sole inizia a calare, la spiaggia si riempie di giovani locali che giocano a calcio e a pallavolo e di Masai che ti seguono per venderti qualcosa. Le passeggiate sono fantastiche e l’atmosfera molto gioiosa. Sicuramente è molto bella ma per noi un pò troppo caotica e turistica, non abbiamo sentito la magia di Zanzibar.

spiaggia di Kendwa

  • SAFARI BLU

Questa escursione credo sia una delle più belle, se siete amanti del mare e delle sue mille sfumature; un’intera giornata immersi nella natura. Sempre col nostro minivan e con la nostra squadra di beach boys, abbiamo percorso una strada fino alla spiaggia di Fumba. Era un momento di bassa marea quindi per raggiungere la barca abbiamo dovuto camminare per un bel pò di metri nell’acqua bassissima con tutta la nostra roba sulla testa per evitare di bagnarla.

bassa marea

bassa marea

A bordo della tipica barca a vela Zanzibarina siamo salpati e ci siamo diretti verso un’isolotto chiamato “isola che non c’e'”. E’ una lingua di sabbia in mezzo all’oceano che appare e scompare durante il giorno per effetto delle maree. L’atmosfera incredibile , il mare dai colori sgargianti. I nostri ragazzi, ci hanno dato il tempo per fare snorkeling e gustare della frutta dolcissima.

..Dhow

isola che non c’è

Dopo le obbligatorie foto di rito, ci siamo diretti sull’isola di Kwale per il pranzo. Da lontano i colori sono fantastici, ma via via che ti avvicini l’isola e il mare circostante non sono poi tenuti così bene, colpa purtroppo del grande sfruttamento dell’area da parte del turismo. Lo capti subito appena scendi a terra, molti gruppi di turisti, diverse bancarelle che vendono pareo, souvenir, collanine, un pò di sporco qua e la e qualche topino che corre lungo la spiaggia. Ci siamo addentrati al centro dell’isola dove un Baobab gigante caduto da tantissimi anni continua a vivere ed attirare molto turisti. E’ enorme non avevamo mia visto nulla di simile. Noi l’abbiamo anche abbracciato, dice porti fortuna!!!

Baobab gigante 🙂

Per il pranzo è stato creato un punto ristoro con diversi tavoli in legno dove i vari gruppi che arrivano possono prendere posto. Un barbecue con aragoste, cicale, gamberoni e riso viene allestito ogni giorno creando un’atmosfera proprio rilassante. Pensate che Simone non mangia il pesce, e si è fatto fare il pollo!!!

la grigliata 😉

noi 🙂 🙂 ;-):-)

Dopo pranzo, anzi dopo una leggera pennichella dopo pranzo, abbiamo ripreso la nostra barca e siamo andati a vedere un parco di mangrovie su un altro lato dell’isola, carino ma non abbiamo fatto il bagno perché l’acqua era verde scura scura e non trasparente. Da li con il vento in poppa abbiamo preso la via del ritorno. Leonardo ha spiegato le vele e veleggiare e’ stato bellissimo: il vento sul viso, una luce perfetta; al nostro arrivo l’alta marea era tornata quindi abbiamo attraccato proprio sulla Spiaggia. Il nostro mini-van ci aspettava li per tornare a UROA.

Ritorno col Dhow

a vele spiegate…. go go

stupenda avventura .. 🙂

Prima di salutare Zanzibar, vogliamo ricordare la nostra immersione con bombole all’Atollo Di Mnemba. Situata a nord est di Zanzibar è raggiungibile con un paio di ore di barca, è privata e non è permesso visitarla, ma la sua barriera corallina e la sua laguna sono tra le più meravigliose mai viste; per l’immersione abbiamo contattato una ragazza italiana che è sposata con un Dive Master del posto che ci ha accompagnato. Molto professionali e comprensivi. Prima ci hanno portato in piscina perché anche Laura e Leo volevano provare l’immersione e poi con la barca siamo andati a Mnemba: fondali bellissimi, acqua calda e dai colori sgargianti.

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La nostra immersione a Mnemba

Sulla strada del ritorno, abbiamo pranzato in un villaggio di pescatori e mangiato una frittata di patate gustosissima, cotta in una padella coi buchi tipo quella che noi usiamo per le castagne, appoggiata su un letto di brace. Se siete amanti dello street food qui non rimarrete delusi.

il nostro pasto, forse era la fame… favolosooo 🙂

i nostri Dive Masters

AGOSTO 2016 – 9 GIORNI 7 NOTTI – CON I NOSTRI COMPAGNI DI VIAGGIO LAURA E LEO

 

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